Quel muro d’acqua che divide l’Europa dalla Sicilia

Transitano qualcosa come mezzo milione di utenti l’anno, quasi tutti lavoratori pendolari, tra la Calabria e la Sicilia, tra Messina e Reggio.

Basterebbe questo dato a incoraggiare la buona politica a fare la sua parte. Purtroppo però le tariffe continuano ad aumentare, mentre i servizi diminuiscono, con una media giornaliera che oscilla tra i 5 e i 7 euro per il traghettamento, a seconda che esso sia veloce o meno. E capita che persino i vecchi aliscafi si fermino in mezzo al mare, quindi spesso di veloce hanno ben poco.

Le fonti del traghettamento tra Sicilia e Calabria sono quasi tutte private, lo Stato in quel tratto di mare non esiste. Non s’è mai visto. Persino i 5 Stelle, oltre l’operazione di propaganda dell’attraversamento a nuoto di Grillo, non hanno fatto un grande chiasso sull’argomento. Eppure quel tratto di mare è Italia, è Europa. Ma per restare collegata, la Sicilia al resto dell’Europa continentale, deve pagare si sua tasca. Badate, quei soldi che ogni giorno i pendolari pagano, arricchiscono le casse delle compagnie – private, lo ricordiamo – che gestiscono il traghettamento.

Neanche un euro è stato speso in infrastrutture o scontistiche per l’utenza. L’argomento è complesso e tocca i pilastri su cui si sono poggiati in questi decenni molti giganti “to big too fall”, troppo grandi per cadere, come dicono gli americani. Dall’Autorità Portuale alla Caronte, la stessa RFI, Società Autostrade e chiunque abbia qualcosa da guadagnarci.

Vorremmo capire perché in Sardegna i residenti usufruiscono di sconti mentre noi siamo meno “Continente” e quindi il prezzo è pieno. Una volta c’era una tassa, che si chiamava tassa di solidarietà. In Germania continuano a pagarla per sostenere, dopo la caduta del muro, la crescita della Germania dell’Est, troppo arretrata rispetto alla Germania Occidentale.

Loro ci sono riusciti a compensare gli squilibri di uno Stato che per motivi storici e politici è stato diviso con la forza. Vi suona familiare? Perché l’Italia non è stato altrettanto solidale con i territori di Sicilia e Calabria, soprattutto per quel che riguarda lo Stretto che ci divide. Un muro di acqua che un po’ come quello di Berlino ci impedisce di essere Italia, di essere Europa, di sentirci veramente parte di uno stesso Stato sovrano.

 

Antonio

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