Lo stato delle nostre strade provinciali e i soldi che non vengono utilizzati

Due giorni fa sono stato sulla provinciale 102/111 che collega Furnari a Tripi. Una delle tante strade che come arterie, tagliano, incrociano, collegano il cuore pulsante della nostra storia.

A Tripi per esempio, grazie a questa strada, i turisti possono scoprire le bellezze dell’antica civiltà abacena al Museo Mast Santi Furnari. Peccato però che lo stato della strada pone seri interrogativi su cosa si sia fatto in questi anni e del perché non si sia intervenuti prima.

Strade provinciali al collasso stanno distruggendo le economie delle strutture ricettive dei vari centri sui Nebrodi e sui Peloritani. Ci dicono che i soldi non ci sono ma non è vero: lo scorso 3 maggio l’assessore regionale Pistorio ha firmato un decreto che destina 90 milioni di euro per le strade provinciali. Non solo. A queste somme vanno aggiunte quelle destinate dal patto per il sud – 136 milioni – e del Po fesr 2014-2020 – altri 70 milioni di euro. Un totale di 300 milioni di euro per ripristinare le strade provinciali siciliane. Vorremmo capire a distanza di 4 mesi che fine hanno fatto questi soldi.

Spesso per destinare queste somme si usano criteri abbastanza obsoleti come la residenza o il chilometraggio. Parliamo di centri importanti per il turismo e le attività ricettive. Nella sola Tripi vi sono ben 5 strutture ristorative, diversi b&b, hotel, bar, pasticcerie, aziende agricole. Da queste parti si vive di prodotti siciliani, passano centinaia di migliaia di consumatori, turisti, cittadini, giovani e famiglie. Ma non solo Tripi, Basicò, Montalbano Elicona e molti comuni “interni” ricadenti nel comprensorio montano della nostra provincia sono sempre più abbandonati, come, su un versante più lontano, il comune di Capizzi.

Deputati, senatori sono passati in questi anni per raccogliere voti per poi sparire. Ma che fine hanno fatto questi fondi? Chi doveva vigiliare, perché si è girato dall’altra parte? Questo territorio sta dimostrando di avere tanti giovani capaci, imprenditori e professionisti che hanno risollevato le sorti del paese, perché non li stiamo aiutando?

Speriamo che il nostro appello serva per smuovere le acque e quindi si sblocchino i fondi già destinati che servono per ripristinare le strade.

 

Antonio

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