Il tema lavoro: alcune soluzioni per ripartire

Qualche giorno fa vi avevo promesso che sarei tornato sull’argomento lavoro, il tema pregnante di questa campagna elettorale. Credo che Facebook sia utile per comunicare con voi tutti ma su certi argomenti così importanti, gli spazi ridotti ci impediscono di approfondire meglio.

Va detto subito che in questi mesi abbiamo raccolto idee e proposte. Tuttavia la Sicilia resta l’ultima regione d’Europa per Pil e tra le prime per il numero di disoccupati.

L’argomento lavoro non è solo un tema tra i tanti, è il tema. E direi che potremmo già definirlo emergenza. Solo così si potrà affrontare il compito di risollevare le sorti di una Sicilia martoriata. Il tema occupazionale non è più infatti semplicemente un argomento con cui dialogare o confrontarsi. Servono misure urgenti e decise.

In questo senso bisogna puntare alla massima pressione sulle istituzioni pubbliche affinchè queste pongano in essere tutte le condotte più idonee affinchè si sostengano le attività esistenti e ne nascano di nuove. Ovviamente qui si parla di investimenti pubblici, specie nel settore delle infrastrutture e dei trasporti, di sgravi fiscali per le imprese, di agevolazioni fiscali specie per le startup, e specie per quelle giovanili, zone franche anche e soprattutto in aree montane, ove la disoccupazione è maggiore che altrove e raggiunge il 70%, sinergia tra enti pubblici e istituti bancari a favore delle startup giovanili che non hanno rating bancario per accedere al credito, di piattaforme sinergiche pubblico-privato, di piattaforme di co-working, di investimenti nel settore della ricerca e dell’Università, di momenti sempre di incontro scuola-lavoro, scuola università, e aggiungerei scuola di grado inferiore-scuola di grado superiore, perché sempre meno sono gli iscritti agli istituti tecnici, il che mette in grave crisi il futuro del settore manufatturiero e imprenditoriale, di tutela delle categorie in difficoltà, specialmente mi riferisco ai pescatori e agli agricoltori.

Questo per quanto riguarda la cornice dentro cui poi sarà possibile muovere le varie soluzioni. Il tema è poi quello di creare i presupposti per l’occupazione. E per far questo servirà un vero piano di incentivi nei settori dove la Sicilia può e deve far meglio: il settore energetico e quello dei servizi (turismo su tutti) sono le due priorità. Le infrastrutture energetiche siciliane sono infatti ancora indietro e questo mi ricollega al secondo punto: le infrastrutture.

Questo argomento fa da ponte tra crisi energetica e turismo. Servono treni più veloci e reti più sicure. E anche in questo purtroppo siamo ultimi. Già sviluppando queste riflessioni, è evidente come il solo mobilitarsi per la creazione di posti di lavoro, porti in sè nuovi posti di lavoro.

Ho già detto che non servono ponti o cattedrali, bisogna rendere efficiente e sicure le strutture che già ci sono o che appaiono quanto meno abbozzate: viadotti, strade provinciali, asse viari, stazioni ferroviarie, snodi e reti distributive. Occorre un serio piano di interventi.

Far questo nei primi anni di governo vuol dire aiutare le imprese, il turismo e i cittadini ma anche creare posti di lavoro. Sono tanti i treni che sono passati dalla Sicilia per tramite dei fondi europei. Ecco perché servirà un pool di esperti in grado di intercettare questi fondi e renderli reali: dalla progettazione all’esecuzione.

Il tema “lavoro” viene quindi a toccare diverse altre tematiche intercambiali, questo perché 5 anni di governo Crocetta e 50 anni di governi “ombra” hanno fatto stazionare la nostra Isola in un limbo di non competitività rispetto ad altre Regioni che pian piano sono cresciute anche al Sud (su tutte la Sardegna e la Puglia).

Torneremo a parlare di questo nelle poche settimane che restano della campagna elettorale e anche dopo. Ma ho bisogno del vostro aiuto e del vostro supporto. Mi interessa sapere cosa ne pensate, se avete proposte a riguardo. Insieme dobbiamo decidere del destino della Sicilia. Sono disponibile ad ascoltarvi e a migliorare il nostro piano di idee. Facciamolo, come sempre, per tornare protagonisti della storia, non mi stancherò mai di ripeterlo!

Antonio

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