Italia fuori dai Mondiali ma avevamo già perso fuori dal campo

All’indomani del fallimento della Nazionale italiana di calcio dal Mondiale, va fatta un’analisi a mio avviso, più generale.

Molti hanno scritto che questo fallimento rispecchia la situazione del nostro Paese, perso tra i meandri della malapolitica e della cattiva gestione delle qualità notevoli che pur si hanno. Probabilmente questo è vero. Tuttavia non svegliamoci come al solito dal torpore.

Questa sconfitta era nell’aria e sapete perché? Perché in Italia non si investe nello sport e nei giovani. Non si investe, in generale, sui talenti e sugli artisti, figuriamoci per i talenti sportivi!

Noi abbiamo perso la nostra sfida con la Svezia già in tempi non sospetti, spulciando alcuni dati: le squadre giovanili della Svezia, a differenza delle nostre, hanno raggiunto risultati notevoli negli ultimi anni. La U17 è arrivata terza al FIFA World Cup 2013 e la U21 è stata incoronata campione d’Euruopa in Repubblica Ceca nel 2015.

E in Italia? Secondo l’ultimo report presentato lo scorso maggio dalla Figc, l’Italia conserva un ampio divario con i ricavi registrati in Inghilterra, Germania e Spagna, principalmente per via dei minori investimenti nelle infrastrutture. Da queste parti poi, vedi Milazzo, le infrastrutture sportive vengono persino chiuse o abbandonate.

Quindi abbiamo fallito anche da un punto di vista imprenditoriale. Le infrastrutture sportive non servono solo a far crescere talenti e rose di promesse ma migliorano le prospettive dell’indotto economico che ci gira intorno: dal paninaro alla tipografia che stampa magliette e striscioni.

Ieri Buffon si è scusato pubblicamente per aver fatto piangere tanti bambini delusi. Eppure oggi c’è un altro dato passato praticamente inosservato ai più. Sono i dati de “l’Atlante dell’infanzia a rischio” di Save the children che fotografano una situazione allarmante:  1 bambino su 8 vive in assoluta povertà, il 14% in più rispetto all’anno precedente. 6 bambini su 10 non leggono libri, cresce anche la dispersione scolastica.

Forse Italia – Svezia è stata molto più di una partita di calcio. E’ la sconfitta di un sistema che stagna e tiene fuori i giovani e si dimentica dei più piccoli. Gli stessi che ieri sera piangevano. Pensateci, in ogni squadra di calcio almeno 2 bambini non hanno i soldi per comprarsi le scarpe. Volevamo davvero battere la nazione del modello scolastico perfetto?

 

Antonio

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Un pensiero riguardo “Italia fuori dai Mondiali ma avevamo già perso fuori dal campo

  1. I talenti non mancano…mancano le strutture per fare attività sportive…mancano educatori competenti perché nessuno investe economicamente su di loro…lo sport in generale ha un valore sociale enorme nella società e purtroppo gia dalla scuola questo viene tralasciato mettendolo per ultimo come valore significativo per la formazione di un ragazzo…beh il discorso e molto complesso ma non stiamo parlando di miracoli….ma di un po’ di impegno da parte della politica..un saluto!!!

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