Da Barcellona a Caronia, inizia il nostro viaggio in difesa dei cittadini

Qualcuno potrebbe pensare che le prime settimane da deputato siano “riposanti”. In realtà noi abbiamo scelto di tornare subito in strada ad ascoltare la gente e ci siamo attivati in due prime direzioni.

La prima riguarda, non è un segreto o una novità, l’Ospedale di Barcellona P.G. E non riguarda solo la città in questione ma l’intero comprensorio su cui ovviamente si riversa l’utenza e anche l’altro Ospedale vicino, quello di Milazzo. Depotenziando Barcellona, infatti, l’Ospedale di Milazzo deve far fronte a una emergenza numerica impossibile da sostenere. Siamo stati al pronto soccorso mamertino e anche lì le code superano spesso le 9 ore.

La nostra preoccupazione è che qualcuno stia facendo terreno bruciato in attesa dell’insediamento del nuovo governo regionale. In particolare non capisco come sia possibile non avere un responsabile del Pronto Soccorso a Barcellona e non avere a disposizione infermieri sufficienti a garantire quanto meno il presidio per le emergenze.

Si può discutere su ogni discolazione di reparto ma non sull’unico che può fare la differenza tra la vita e la morte. Ed è per questo che stiamo già battagliando, ne abbiamo parlato in questa nota stampa.

Poi siamo stati in questi giorni sull’altro fronte tirrenico, dove con il Movimento per Caronia abbiamo denunciato una situazione che va avanti da due anni: il mancato servizio di scuolabus per i bambini. Ne abbiamo parlato qui. Anche questa è una dura battaglia ma sono fiducioso perchè mentre noi stiamo mappando questi disservizi in più o meno molti comuni dei Nebrodi e non solo, so che il Presidente Musumeci ha affrontato e affronterà il tema della riorganizzazione di molti forestali, precari e dipendenti della pubblica amministrazione.

Consapevoli  che mancano ancora 20 giorni al nostro insediamento, alla nomina dei gruppi parlamentari e alle varie commissioni, non sappiamo e non vogliamo stare fermi a guardare. C’è tanto lavoro da fare e non possiamo restare indietro. Lo dobbiamo alla nostra comunità e a tutti i cittadini.

 

Antonio

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