Non è il momento di abbassare la guardia (non solo per l’Inceneritore)

Questa settimana non è stata caratterizzata solo da un tempo “fuori stagione” in Sicilia. Mentre il sole ci ricorda ogni giorno delle bellezze del nostro territorio, le ombre invece raccontano di trame e politiche sconnesse.

Mi riferisco alla questione ambientale in primis. Quella che riguarda la valle del Mela, un comprensorio che coinvolge più di una decina di Comuni demograficamente rilevanti. Una zona già martoriata dalla presenza massiccia del polo industriale che negli ultimi decenni ha dovuto far fronte a diverse emergenze: dalla sicurezza all’inquinamento, dalla viabilità precaria alla qualità dell’aria e dell’acqua, dalle perdite dell’indotto fino alla chiusura di diverse realtà imprenditoriali.

Noi crediamo ciecamente, lo diciamo da sempre, nel compromesso utile tra industria e turismo. Esiste infatti un punto di equilibrio tra interessi lavorativi – quindi anche del polo petrolchimico – e la sostenibilità del territorio. Sicuramente oggi la Raffineria di Milazzo inquina meno rispetto a 40 anni fa. Questo non può fare da deterrente però per quanto riguarda la questione ambientale. L’ho ribadito nel recente consiglio comunale straordinario di Barcellona P.G.

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Le intenzioni di privati di piazzare lì un inceneritore, in una porzione di territorio già blindata dal piano paesaggistico perché massicciamente bombardata da sostanze tossiche, ci sembra assai irrispettosa verso quel tanto declarato diritto alla salute.

Sia chiaro, non abbiamo nessun diniego forzato sulla questione incenerimento dei rifiuti (che si traduce anche con l’importante dicitura di produzione energetica). Però non lì. E’ una questione di buon senso, oltre ogni diatriba su emossioni, valori, opportunità.

Fatta la lunga premessa, indispensabile, abbiamo quindi presentato una mozione sull’Inceneritore a firma di tutti i deputati di Fratelli d’Italia all’Ars. Non è la prima mozione sull’argomento, è vero, ma è la prima della nuova legislatura ed è anche la prima che parte da una maggioranza di governo.

Il precedente governo, ha infatti omesso di dare uno stralcio di posizione sull’argomento e persino nella procedura aperta di Valutazione di impatto ambientale, è sempre mancato il parere della Regione. Ecco, noi chiediamo con forza che la Regione si esprima a riguardo una volta per tutte. Non sull’opportunità di costruire inceneritori ma che dica chiaramente cosa pensa sulla riconversione dell’ex centrale termoelettrica in termovalorizzatore. Perché non crediamo nell’assioma “siccome tanto là già si inquina, non cambia nulla.”

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Tanti i ricorsi presentati, soprattutto sul piano paesaggistico, è necessario tenere alta la guardia. Non solo su questo argomento ma ancora su quello della sanità. Infatti viviamo in un momento di transizione tra i due governi regionali e, tra qualche settimana, quasi sicuramente sondaggi alla mano, anche tra i governi nazionali. Questo ovviamente pone dei nuovi interrogativi sulla necessità di lasciare immutate le decisioni di renziana memoria sulla rete ospedaliera. Quello che mi preme evitare, in un nuovo regime di spending review, è che per risparmiare qualche milione di euro, ratio condivisibile, si taglino però servizi che costino poi agli utenti molto di più.

Tra le ultime novità a riguardo anche la decisione di dismettere il Dipartimento di salute mentale di Milazzo. Altra scelta scellerata in capo alla dirigenza dell’Asp. Forse è ora di cambiarli questi dirigenti. Come mi sussurra in dialetto un caro amico, “il pesce fete dalla testa”.

Antonio

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