Foibe, oggi è fondamentale diffondere la verità

Domani sarà la giornata del ricordo per le vittime delle foibe. La data è stata istituita nel 2004 da una legge nazionale presentata dal centrodestra. Per anni, gli eccidi delle foibe, sono rimasti “roba segreta e scomoda” mistificate dalle varie parti politiche ma soprattutto, occultate dal Pci.

Oggi si parla di un numero di vittime che va dai 5000 ai 15.000 infoibati e non, perseguitati nei campi di sterminio jugoslavi, uccisioni di massa, deportazioni e ogni tipo di nefandezza umana, stupri, violenze, torture. Dalle parti dell’Istria e della Dalmazia il regime comunista ha espresso la peggiore disumanità contro gli italiani.

Badate, non militari, gerarchi, capi fascisti. Semplici cittadini, donne e bambini, sacerdoti. Ancora oggi qualcuno vorrebbe negare la portata di questo massacro, ancora oggi nelle varie manifestazioni di ricordo, assistiamo a contro-manifestazioni a firma dei centri sociali che negano – anche nei circuiti accademici – le foibe.

I numeri e le informazioni su questo massacro li trovate ormai ovunque su internet, per esempio in questo interessante articolo di Primato Internazionale. Per chi invece volesse approfondire, io vi consiglio la lettura di un libro, abbastanza super partes, edito da Mondadori: Foibe, di Gianni Oliva.

Alla luce dei recenti fatti di cronaca e di una cospicua, seppur sempre minoranza, frangia estremista che tende a negare e a revisionare la storia, urge parlarne in ogni contesto, dai social ai bar. Vi diranno che morirono in pochi, vi diranno che i numeri neanche sono paragonabili agli altri genocidi e così via. Beh, se proprio di lotta numerica vogliamo parlare, secondo un recente studio, le vittime causate dalla furia comunista in tutto il mondo, furono 60 milioni. Così spegnamo anche queste sterili polemiche.

Oggi ci interessa ricordare, ci interessa diffondere la verità, dalle istituzioni alla classe dirigente, dalle scuole fino alle famiglie. Che si sappia, come cita una nota canzone, che in Istria e Dalmazia anche le pietre parlano italiano.

 

Antonio

 

 

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