Anche se tutti, noi no. La legge sulla pace voluta dalle Ong

Durante i lavori d’aula che hanno portato all’approvazione finale della legge sulla pace – votata qualche settimana fa – sono emerse delle inquietanti sfaccettature.

Ve ne parlo dopo la pubblicazione dei verbali d’aula da cui si evince, durante il dibattito, che questa legge è stata voluta, scritta e orchestrata dalle organizzazioni umanitarie – il riferimento è alle ONG – così come detto più volte in aula dal deputato Lupo (Pd), Foti (M5s) e Fava.

D’altraparte si potrebbe facilmente evincere, andando oltre l’articolato, leggendo la relazione di accompagnamento al testo, in cui si parla di “smilitarizzazione”, accoglienza, popoli del mediterraneo e altre frasi ambigue.

Ambigue perché innanzitutto il testo della legge formula una intenzione generale al mantenimento della pace – così come fatto in altre Regioni italiane – e su questo nulla da dire, tuttavia sembra quasi che insito nella legge vi sia più di quello che si voglia dire.

Il pericolo è che questa legge possa essere sbandierata in casi come – vedi Lampedusa – le varie Sea Watch, Aquarius, vedano nella Sicilia un porto franco dove, anche a livello legislativo, si possa fare un po’ il bello e il cattivo tempo sul tema migranti.

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ecco il verbale del voto in aula della legge sulla pace

Io nel dubbio questa legge non l’ho votata, ci ho visto più di quello che si voleva affermare nella dichiarazione di intenti, spesso vaga e parziale. Ritengo infine che una legge per essere tale, debba si essere figlia del suo tempo, ma non possa nascondere, dietro un’apparente unanimità, intenzioni politiche precise che non vanno nell’interesse di uno Stato sovrano, quale è l’Italia. Qualche giorno fa ne parlavo commentando il caso Sea Watch 3, spesso si dimentica che la Sicilia è Italia ed è Europa. Ma questo viene “sbandierato” all’occorrenza solo quando conviene alla parte politica in giuoco.

Sono altri i valori che hanno forgiato il nostro popolo e la nostra comunità, non possiamo però certamente permettere che questi valori franino sul concetto spesso ambiguo di “accoglienza indiscriminata” o di “pace nel mare”. Perché può voler dire tutto e può voler dire nulla. Ma in questo caso, l’elefante ha smosso i cristalli, facendoli cadere.

 

Antonio

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