Il Family Plus è realtà: sostegno alle famiglie tramite le aziende

Drammatiche vicende si sono susseguite in questi anni a causa delle cosiddette dimissioni in bianco rivolte alle lavoratrici madri. Un leviatano silenzioso, difficile da inquadrare e monitorare.

Nel 2008-2009, infatti, circa 800 mila madri hanno dichiarato che nel corso della loro vita lavorativa sono state licenziate o sono state messe in condizione di doversi dimettere in occasione o a seguito di una gravidanza.

Ma oltre i dati che arrivano dalle sporadiche ricerche Istat il sentore è che in Italia, soprattutto al Sud, dove il collante sociale è maggiore ma la forza economica inferiore, lavoro e famiglia non vadano sempre d’accordo.

Non ci sono solo le dimissioni in bianco fatte firmare in caso di possibile futura gravidanza, oggi sono tante le famiglie sempre più minacciate da quel bivio rappresentato tra lavoro e figli.

Ed ecco perché l’Italia si trova seconda solo al Giappone in tema di nascite. Siamo un Paese vecchio che invecchia male. In Sicilia però ieri si è voluto lanciare un segnale in tal senso.

Ieri infatti è stato approvato il disegno di legge collegato alla finanziaria regionale 2019 contenente diverse disposizioni tra cui una a firma Fratelli d’Italia, voluta fortemente dal capogruppo Antonio Catalfamo. Un provvedimento chiamato “Family Plus” che mira ad allargare il fondo per le agevolazioni alle imprese a tutti quei soggetti aziendali che promuovano buone prassi a sostegno della famiglia come asili nido, borse di studio, permessi parentali e altre misure di tutela alla maternità.

“Il Family Plus è uno strumento che destina risorse finanziarie – commenta l’On. Antonio Catalfamo – a quelle aziende che si impegnano a sostenere in concreto la famiglia tramite una carta di buone prassi che l’Assessorato Regionale alla Famiglia decreterà nelle prossime settimane ma che riguarderà permessi studio, asili nido aziendali, permessi genitoriali e tutte quelle misure che al nord Europa sono già realtà da anni. Questa è la prima piccola rivoluzione per le famiglie siciliane che si riaggancia a una serie di proposte che abbiamo pensato e che vanno nella stessa direzione: sostenere la famiglia nella sua forma naturale.”

Tra le misure approvate da Fratelli d’Italia anche quella a tutela del Made in Sicily attraverso un emendamento che mira a compensare il rapporto di squilibrio tra grande distribuzione e prodotti biologici siciliani sul mercato regionale e nazionale. Questo soprattutto per garantire la giusta visibilità e valorizzazione del prodotto siciliano rispetto agli strumenti invasivi e massicci delle catene di vendita globali.

Famiglia e tradizione vengono quindi difesi dal governo Musumeci in questa seconda tranche di bilancio, in attesa di dirimere il conflitto apertosi con la Corte dei Conti su giudizio di parificazione dello stato economico della Regione.

Non sarà facile recuperare un disavanzo trentennale di 7 miliardi di euro ma questi piccoli segnali sembrano tracciare una rotta alternativa a metà strada tra le esigenze della lotta allo spreco e la voglia di sostenere aziende e famiglie, quindi la micro-economia.

 

Articolo apparso il 9 ottobre 2019 su Il Secolo d’Italia

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