Salvini a Barcellona: idee e spunti per il centrodestra

Basterebbe ascoltare oltre i fischi per capire che QUESTA Lega è una situazione politica diversa rispetto a dieci anni fa. Permettetemi questa riflessione dopo giorni di duro lavoro anche per rispondere ai tanti messaggi in privato che mi sono arrivati. Per fortuna messaggi soprattutto d’affetto e stima e spero di poter rispondere a voi tutti.

Dicevamo: la Lega OGGI. La visita del Sen. Matteo Salvini a Milazzo, Barcellona, Palermo e Cefalù è una visita che fa da spartiacque rispetto a una concezione liquida del centrodestra. Infatti la Lega non è solo il partito che ha totalizzato più consenso negli ultimi 12 mesi ma è un contenitore che fa da guida al centrodestra e con cui si viaggia insieme, uniti, compatti.

Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sono infatti il trait d’union di un messaggio politico alternativo al governo delle Poltrone sin qui incapace di dare risposte alle esigenze dei cittadini.

Mi preme sottolineare a gran voce che, per gli stessi contestatori che hanno ripescato messaggi e slogan di dieci, quindici anni fa, a parti invertite, mi risulta difficile ascoltare da altri quello che ho sentito da Matteo Salvini. Fateci caso. Finiti gli schiamazzi possiamo finalmente cogliere il messaggio che la Lega e il centrodestra, vogliono dare al Sud e ai siciliani.

Salvini ha parlato di Ponte sullo Stretto mettendoci la faccia. Ora, ragionando a parti invertite, se lo avesse detto solo per prendere voti al Sud, beh, credo che perderebbe quelli “storici” del Nord. Non dobbiamo usare le bende sugli occhi quando facciamo opposizione, cosa ben diversa dalla protesta. Io non ho mai visto Bossi e altri vecchi leader della Lega Nord – all’epoca si chiamava così – venire in Sicilia e avere il coraggio anche di prendersi gli insulti e fischi ma promuovere comunque, un messaggio di unione da Nord a Sud.

Perché ai contestatori io contesto la mancanza di capacità di ascolto. Perché non ho visto altri leader venire in Sicilia a parlare di sicurezza, pace fiscale, infrastrutture e tutela del made in Italy. Vorrei poter avuto l’onore di ascoltare le stesse contestazioni davanti alle ipotesi di patrimoniale del Pd, davanti al fallimento del Reddito di Cittadinanza, dinanzi alle migliaia di imprese rimaste senza entrate in questi mesi per scelte sprovvedute. Vorrei ma non ho sentito fischi quando, tra un annuncio e l’altro sui social, il Premier Conte dava il via alla più grande fuga di massa dal Nord Italia mettendo in pericolo i nostri anziani, le nostre Rsa, le nostre strutture ospedaliere.

Non ho sentito fischi quando si è scelto di aprire industrie e fabbriche mentre alle piccole aziende siciliane è stata imposta la chiusura anche quando da noi il rapporto di contagi era praticamente di uno a dieci. E mentre ci si apprestava di notte con decreti incostituzionali, a isolare regioni, comunità e frammenti di Paese, nel Mediterraneo continuava la tratta di esseri umani, fino a qualche giorno fa, provenienti dall’Africa.

Sempre a proposito di contagi e spostamenti. Dobbiamo tornare alla normalità e anche la politica deve farlo, occupandosi dei temi caldi di questo Paese.

Mi sarebbe piaciuto tra un insulto e una minaccia, ascoltare proposte. Già. Perché per esempio il governo Conte ha prima snobbato il Parlamento per poi presentarci gli Stati Generali. Laddove si doveva collaborare ha preferito Facebook poi però promuove il salotto televisivo e improvvisamente tutti diventiamo indispensabili.

Mi auguro per il bene di tutti che si torni davvero a parlare di proposte e misure per sostenere i nostri cittadini. La politica questo deve fare. Abbiamo provato a farlo spostando nell’ultima finanziaria regionale qualcosa come 150 milioni di euro in misure pensate per artigiani, studenti, medici e imprese.

Sarebbe stato bello confrontarsi su questo o sul prossimo collegato alla finanziaria. Mi trovate come sempre a Palermo, già da domani, in commissione, al lavoro sul testo per sbloccare le procedure burocratiche. Ai fischi rispondo, come sempre, con l’invito a seguire e riempire le nostre pagine social di consigli e proposte rispetto alle tematiche che solleviamo e attraverso cui vi aggiorniamo sul nostro operato, ogni giorno da ormai tre anni.

Temo che questa volta però a rimaner sordo sarò io, perché quando c’è da ragionare e proporre argomenti, se non si è sempre capaci, ahimé, di tramutare la protesta in proposta, non vi aspettate grosso consenso già alle prossime elezioni. Buona vita a tutti.

 

Antonio

Anche se tutti, noi no. La legge sulla pace voluta dalle Ong

Durante i lavori d’aula che hanno portato all’approvazione finale della legge sulla pace – votata qualche settimana fa – sono emerse delle inquietanti sfaccettature. Continua a leggere “Anche se tutti, noi no. La legge sulla pace voluta dalle Ong”

Come votare alle Europee, una guida pratica per tutti

Le urne saranno aperte domenica 26 maggio 2019, dalle ore 7 alle ore 23. Ai fini delle votazioni, l’Italia viene divisa in cinque circoscrizioni elettorali: Nord-occidentale (circ. I), nord-orientale (circ. II), centrale (circ. III), meridionale (circ. IV), insulare (circ. V). Continua a leggere “Come votare alle Europee, una guida pratica per tutti”