Nuovo anno, un nuovo inizio nella Lega. Ecco alcuni chiarimenti

L’anno nuovo come saprete ha portato novità rilevanti. Molti di voi sapevano già di questa nostra scelta di transitare nella Lega di Matteo Salvini, partito in salute e programmaticamente vicino al percorso politico iniziato tre anni fa con Giorgia Meloni.

Le reazioni scomposte sulle pagine social rispetto alla comunicazione di questo mio passaggio mi hanno però motivato a scrivere qualche precisazione in più a riguardo.
Sia chiaro, ai fomentatori d’odio non si può rispondere.
Ma sono sicuro che ai più manchi qualche informazione.

Cominciamo con il dire che non si può parlare di tradimento degli elettori.
A ben vedere infatti noi siamo stati eletti all’Ars con una lista che raffigurava gli emblemi sia di Fratelli d’Italia che della Lega.

Pensate che a livello regionale i candidati della Lega, in quella lista, ottennero conti alla mano più voti di quelli di Fratelli d’Italia.

Eppure, per motivi che non sto qui a spiegarvi, FdI ottenne 2 seggi – più uno bloccato nel listino – e un assessorato, la Lega un solo seggio. Come vedete non si può quindi parlare di torto all’elettorato. Per certi versi anzi la creazione di un gruppo all’Ars della Lega è semmai un “pareggiare i conti” rispetto al 2017.

I due partiti, peraltro, continuano ad essere alleati e a raccogliere consenso.
FdI è un partito in salute sopra il 10%. Sottolineo questo per far riflettere sul fatto che, se me ne fossi andato quando il partito era sotto la soglia del 6%, allora mi sarei giustamente aspettato le critiche da poltronificio.

In realtà, però, se le nostre scelte fossero orientate da logiche opportunistiche, queste ultime sarebbero state soddisfacibili anche in FdI.
In altre parole non andiamo via perché la barca affonda, anzi, continua a galleggiare alla grande.

La realtà e’ ben diversa.
E sebbene i comunicati stampa non sono strumenti con cui si possono adeguatamente spiegare alcuni passaggi, che molti di voi già sanno per averne parlato con me di presenza, giova comunque utilizzare queste righe per alcuni chiarimenti: andando via dal gruppo parlamentare di FdI portiamo in grembo qualcosa come 17 disegni di legge e numerosi atti parlamentari, ossia la quasi totalità del volume di attività del gruppo da inizio legislatura. Cosa su cui sfido chiunque ad obiettare.
Si è sempre lavorato per il territorio e lo continueremo a fare anche se il contenitore è leggermente diverso. Tuttavia vi pongo una domanda: voi stessi, per la vostra squadra, per la vostra comunità, non desiderereste il meglio?
Ebbene, per garantire il futuro di tutto questo lavoro svolto all’insegna della buona politica, non scegliereste chi è più perspicace nel valorizzarlo e apprezzarlo?

Potrei forse fermarmi qui.
Aggiungo semplicemente che non si può aspettare 5 mesi per ottenere un appuntamento con il leader del tuo partito. E non si può sempre far finta di non vedere che le differenze tra figli e figliastri continuano a caratterizzare la vita interna di un partito di cui, comunque, condivido e continuo a condividere ampiamente i valori fondanti ma in cui, purtroppo, diventava sempre più difficile convivere per certi “metodi” interni.

Probabilmente noi lavoriamo troppo e non chiediamo niente a nessuno, ecco perché non staremo simpatici. Ma un partito che guarda avanti, e non all’asticella dei sondaggi di oggi, apprezza chi si da da fare e lo valorizza.

Nella Lega mi sono subito sentito così. E fareste bene a dare fiducia a chi fiducia ha ricevuto, nonostante la mia poca esperienza.

Ed allora, invece di fermarsi alle accuse di una Lega anti-meridionale, neanche fossimo ancora negli anni 90’, forse potremmo provare ad ascoltare i nuovi dirigenti di un partito giovane, divenuto nazionale e che di secessionista non ha più nulla.
Ma questo lo dimostreremo col tempo. Il prossimo governo nazionale sarà a guida leghista, sondaggi alla mano e quindi non dovremo aspettare molto visto il pantano in cui l’attuale governo Conte sembra stazionare da mesi.

Avremmo potuto agire in altra maniera rispetto agli insulti che ci sono arrivati sui social, ma preferiamo ricondividerli qui per motivare invece una sana riflessione sull’educazione al corretto uso dei social network.

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Conoscete i nostri metodi, il nostro stile, la nostra scuola.
Il web può e deve rappresentare uno spazio per la conoscenza, per argomentare, non per insultarsi. Spero quindi di aver dato una risposta completa a chi non ha avuto la pazienza di ascoltare ma solo di gridare.
A proposito, buon inizio a tutti.
Antonio Catalfamo

Elezioni europee, un primo commento “a caldo”

Cari amici,

proviamo insieme a fare il punto della situazione a spoglio ancora “caldo” ma con una visione d’insieme più serena e certificata dai dati. Continua a leggere “Elezioni europee, un primo commento “a caldo””

La Diciotti, la sovranità e la Sicilia dell’accoglienza

La vicenda che ha tenuto banco in questi ultimi giorni, proprio nella nostra Sicilia, è l’arrivo della nave Diciotti al porto di Catania. La nave di cui tutti avrete sentito parlare, ospitava 177 migranti, soccorsi lo scorso 15 agosto in acque maltesi. Continua a leggere “La Diciotti, la sovranità e la Sicilia dell’accoglienza”

Bilancio e Defr approvati nonostante i furbetti dell’Ars

Non una settimana facile per il governo. Vi dirò la verità, anche io ho avuto qualche difficoltà. Soprattutto perché nel sentirmi a disagio dentro un’aula alle volte cieca, ho capito che spesso le questioni più importanti divengono mero strumento in mano a qualcuno in cerca di consenso.

Mi riferisco al Defr, il documento di economia e finanza regionale, il quale contiene le indicazioni e le prospettive del governo sulla base di quello che poi sarà la legge di bilancio. Uno strumento puramente prospettico, appunto, divenuto però un oggetto in mano alle opposizioni per alzare il tiro, all’interno dell’aula, e farsi vedere più grandi di quello che in realtà si è.

Il martedì il governo – anche per via di qualche assenza – era quasi andato sotto. Poi il mercoledì, fortunatamente, l’aula ha ritrovato equilibrio e responsabilità. Il defr è stato approvato mercoledì, quindi ieri per chi legge e successivamente è stato approvato il bilancio provvisorio per il mese di aprile. Un mese, quello che si avvicina, decisivo, poiché si voterà la legge di stabilità, vera chiave di volta per iniziare davvero il percorso di riforme volute da Musumeci.

Queste questioni ci hanno completamente assorbito ma sono riuscito a trovare tempo per il territorio. Ho infatti scritto una lettera a tutte le autorità, dalla Città Metropolitana alla Polizia stradale, per ampliare la portata del monitoraggio del Ponte di Acquacalda, a tutti i cavalcavia sparsi sull’autostrada.

Intanto continuiamo a crescere e raccogliere consensi, di questo sono felice. Nuove energie stanno affiorando nella città di Milazzo, ormai divenuta la mia seconda casa. Ve ne riparlerò a breve.

Desidero in chiusura, augurare a voi tutti e alle vostre famiglie i miei più sinceri auguri di Buona Pasqua. Ma sono sicuro che con molti di voi che già mi leggono qui, ci sarà modo di farseli di presenza o telefonicamente. Vi abbraccio tutti.

 

Antonio

I nostri primi 100 giorni all’Ars insieme a Nello Musumeci

In realtà sono qualcosina in più, ad ogni modo mi piaceva ricordare che abbiamo superato da poco il traguardo dei primi 100 giorni insieme, ovviamente, al Presidente Musumeci.
Continua a leggere “I nostri primi 100 giorni all’Ars insieme a Nello Musumeci”

Foibe, oggi è fondamentale diffondere la verità

Domani sarà la giornata del ricordo per le vittime delle foibe. La data è stata istituita nel 2004 da una legge nazionale presentata dal centrodestra. Per anni, gli eccidi delle foibe, sono rimasti “roba segreta e scomoda” mistificate dalle varie parti politiche ma soprattutto, occultate dal Pci. Continua a leggere “Foibe, oggi è fondamentale diffondere la verità”

Italia fuori dai Mondiali ma avevamo già perso fuori dal campo

All’indomani del fallimento della Nazionale italiana di calcio dal Mondiale, va fatta un’analisi a mio avviso, più generale.

Molti hanno scritto che questo fallimento rispecchia la situazione del nostro Paese, perso tra i meandri della malapolitica e della cattiva gestione delle qualità notevoli che pur si hanno. Probabilmente questo è vero. Tuttavia non svegliamoci come al solito dal torpore.

Questa sconfitta era nell’aria e sapete perché? Perché in Italia non si investe nello sport e nei giovani. Non si investe, in generale, sui talenti e sugli artisti, figuriamoci per i talenti sportivi!

Noi abbiamo perso la nostra sfida con la Svezia già in tempi non sospetti, spulciando alcuni dati: le squadre giovanili della Svezia, a differenza delle nostre, hanno raggiunto risultati notevoli negli ultimi anni. La U17 è arrivata terza al FIFA World Cup 2013 e la U21 è stata incoronata campione d’Euruopa in Repubblica Ceca nel 2015.

E in Italia? Secondo l’ultimo report presentato lo scorso maggio dalla Figc, l’Italia conserva un ampio divario con i ricavi registrati in Inghilterra, Germania e Spagna, principalmente per via dei minori investimenti nelle infrastrutture. Da queste parti poi, vedi Milazzo, le infrastrutture sportive vengono persino chiuse o abbandonate.

Quindi abbiamo fallito anche da un punto di vista imprenditoriale. Le infrastrutture sportive non servono solo a far crescere talenti e rose di promesse ma migliorano le prospettive dell’indotto economico che ci gira intorno: dal paninaro alla tipografia che stampa magliette e striscioni.

Ieri Buffon si è scusato pubblicamente per aver fatto piangere tanti bambini delusi. Eppure oggi c’è un altro dato passato praticamente inosservato ai più. Sono i dati de “l’Atlante dell’infanzia a rischio” di Save the children che fotografano una situazione allarmante:  1 bambino su 8 vive in assoluta povertà, il 14% in più rispetto all’anno precedente. 6 bambini su 10 non leggono libri, cresce anche la dispersione scolastica.

Forse Italia – Svezia è stata molto più di una partita di calcio. E’ la sconfitta di un sistema che stagna e tiene fuori i giovani e si dimentica dei più piccoli. Gli stessi che ieri sera piangevano. Pensateci, in ogni squadra di calcio almeno 2 bambini non hanno i soldi per comprarsi le scarpe. Volevamo davvero battere la nazione del modello scolastico perfetto?

 

Antonio

Il tema lavoro: alcune soluzioni per ripartire

Qualche giorno fa vi avevo promesso che sarei tornato sull’argomento lavoro, il tema pregnante di questa campagna elettorale. Credo che Facebook sia utile per comunicare con voi tutti ma su certi argomenti così importanti, gli spazi ridotti ci impediscono di approfondire meglio.

Va detto subito che in questi mesi abbiamo raccolto idee e proposte. Tuttavia la Sicilia resta l’ultima regione d’Europa per Pil e tra le prime per il numero di disoccupati.

L’argomento lavoro non è solo un tema tra i tanti, è il tema. E direi che potremmo già definirlo emergenza. Solo così si potrà affrontare il compito di risollevare le sorti di una Sicilia martoriata. Il tema occupazionale non è più infatti semplicemente un argomento con cui dialogare o confrontarsi. Servono misure urgenti e decise.

In questo senso bisogna puntare alla massima pressione sulle istituzioni pubbliche affinchè queste pongano in essere tutte le condotte più idonee affinchè si sostengano le attività esistenti e ne nascano di nuove. Ovviamente qui si parla di investimenti pubblici, specie nel settore delle infrastrutture e dei trasporti, di sgravi fiscali per le imprese, di agevolazioni fiscali specie per le startup, e specie per quelle giovanili, zone franche anche e soprattutto in aree montane, ove la disoccupazione è maggiore che altrove e raggiunge il 70%, sinergia tra enti pubblici e istituti bancari a favore delle startup giovanili che non hanno rating bancario per accedere al credito, di piattaforme sinergiche pubblico-privato, di piattaforme di co-working, di investimenti nel settore della ricerca e dell’Università, di momenti sempre di incontro scuola-lavoro, scuola università, e aggiungerei scuola di grado inferiore-scuola di grado superiore, perché sempre meno sono gli iscritti agli istituti tecnici, il che mette in grave crisi il futuro del settore manufatturiero e imprenditoriale, di tutela delle categorie in difficoltà, specialmente mi riferisco ai pescatori e agli agricoltori.

Questo per quanto riguarda la cornice dentro cui poi sarà possibile muovere le varie soluzioni. Il tema è poi quello di creare i presupposti per l’occupazione. E per far questo servirà un vero piano di incentivi nei settori dove la Sicilia può e deve far meglio: il settore energetico e quello dei servizi (turismo su tutti) sono le due priorità. Le infrastrutture energetiche siciliane sono infatti ancora indietro e questo mi ricollega al secondo punto: le infrastrutture.

Questo argomento fa da ponte tra crisi energetica e turismo. Servono treni più veloci e reti più sicure. E anche in questo purtroppo siamo ultimi. Già sviluppando queste riflessioni, è evidente come il solo mobilitarsi per la creazione di posti di lavoro, porti in sè nuovi posti di lavoro.

Ho già detto che non servono ponti o cattedrali, bisogna rendere efficiente e sicure le strutture che già ci sono o che appaiono quanto meno abbozzate: viadotti, strade provinciali, asse viari, stazioni ferroviarie, snodi e reti distributive. Occorre un serio piano di interventi.

Far questo nei primi anni di governo vuol dire aiutare le imprese, il turismo e i cittadini ma anche creare posti di lavoro. Sono tanti i treni che sono passati dalla Sicilia per tramite dei fondi europei. Ecco perché servirà un pool di esperti in grado di intercettare questi fondi e renderli reali: dalla progettazione all’esecuzione.

Il tema “lavoro” viene quindi a toccare diverse altre tematiche intercambiali, questo perché 5 anni di governo Crocetta e 50 anni di governi “ombra” hanno fatto stazionare la nostra Isola in un limbo di non competitività rispetto ad altre Regioni che pian piano sono cresciute anche al Sud (su tutte la Sardegna e la Puglia).

Torneremo a parlare di questo nelle poche settimane che restano della campagna elettorale e anche dopo. Ma ho bisogno del vostro aiuto e del vostro supporto. Mi interessa sapere cosa ne pensate, se avete proposte a riguardo. Insieme dobbiamo decidere del destino della Sicilia. Sono disponibile ad ascoltarvi e a migliorare il nostro piano di idee. Facciamolo, come sempre, per tornare protagonisti della storia, non mi stancherò mai di ripeterlo!

Antonio