La Sindrome di Raggi, i campi rom e l’incapacità a 5 Stelle

Sembrerebbe che la Giunta Raggi sia pronta a sostenere un piano economico per…

Direte voi: le buche? lo stadio della Roma? Il turismo? L’immondizia? Il potenziamento dei trasporti? E no. Un piano per chiudere i campi rom e pagare casa e affitto ai nomadi. Continua a leggere “La Sindrome di Raggi, i campi rom e l’incapacità a 5 Stelle”

Stati Generali del Castello di Milazzo, consegnata la nostra proposta

L’Associazione Prima il Territorio che ho l’onore di rappresentare, è impegnata nella difesa del territorio e dell’ambiente. Tra le tante tematiche di cui ci siamo occupati ultimamente, quella dell’uso del Castello di Milazzo. Onestamente, riteniamo simile sede poco propensa a ospitare sagre, concerti ed eventi che non arricchiscono il patrimonio storico della struttura quindi abbiamo criticato le scelte dell’amministrazione milazzese. Allo stesso tempo riconosco però il coraggio di iniziative come gli Stati Generali del Castello, iniziative di democrazia partecipativa tese proprio ad ascoltare il territorio.

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Questi momenti, all’insegna di un’importante sinergia, dovrebbero essere certamente più frequenti, per consentire alla base di partecipare fattivamente alle scelte più strategiche per lo sviluppo del comprensorio. Come associazione riteniamo che la rotta da seguire in Sicilia, quindi non solo a Milazzo, sia rivolta all’esaltazione delle connotazioni storiche intrinseche delle specificità presenti, rifuggendo dall’omologazione, e pertanto percorrendo linee guida  tendenti a creare, nella percezione del fruitore, una connotazione di eccellenza, che lo induca a considerare quella vissuta come un’esperienza esclusiva e privilegiata. Nel predisporre la relazione che abbiamo inviato agli uffici competenti che si occupano di raccogliere le proposte del territorio, abbiamo pensato in questa direzione, anche alla luce della sempre più vasta offerta turistica globale, che impone la necessità di non banalizzare il patrimonio insistente nella nostra terra, ed anzi di pensarlo e offrirlo all’interno di una linea guida restrittiva e rigorosa.

Se questa convinzione, che è poi avallata dalla circostanza che la Sicilia è realmente unica a livello di offerta turistica e culturale, verrà replicata di qui in avanti, davvero siamo convinti che positivi sviluppi possano esserci per l’economia regionale e per i destini soprattutto dei giovani, purtroppo sempre più in fuga verso lidi meno ostici a livello occupazionale.

La speranza che ci porta, in questa sede e più in generale, a lottare dal territorio per il territorio, è  rivolta a dare orgoglio e benessere alla collettività, ed all’interno di essa principalmente alla componente giovanile, con la convinzione, senza presunzione, di poter contribuire a un cambio radicale di modo di approcciarsi all’impegno sociale e, magari,  di poter restituire un minimo di entusiasmo e di slancio in un contesto in cui troppo spesso prevale appiattimento e rassegnazione. Spero ed anzi sono certo che riusciremo, già a partire da questi Stati Generali del Castello di Milazzo, a trasmettere, coi fatti, una prima parte di questo messaggio, e la soddisfazione che ne scaturirà  non sarà solo nostra come associazione, ma di tutta la nostra comunità.

Antonio

Ospedali Riuniti | Prima chiudono i servizi, poi ci chiederanno il voto…

Il riordino della rete ospedaliera regionale conferma i timori che erano stati avanzati nei mesi precedenti circa il depotenziamento dei servizi attinenti la gestione delle emergenze-urgenze per l’ospedale riunito Milazzo-Barcellona.

Si conferma la miopia dei governanti sia a Roma che a Palermo, dal momento che questa drammatica vicenda è il paradigma di una politica fatta e pensata sui freddi numeri e non sulle reali esigenze dei cittadini sul territorio.

Forse si ignora, o peggio si fa finta di ignorare, che già adesso i due pronto soccorso di Milazzo e Barcellona fanno fatica a gestire un bacino di utenza enorme che va da Rodì Milici a Torregrotta e che conta mezzo milione di abitanti.

Cosa succederà quando uno dei due punti verrà a mancare?

Si rendono conto ministri, parlamentari, deputati regionali e dirigenti delle aziende sanitarie che si mette a rischio la vita delle persone? Conoscono ministri, parlamentari, deputati regionali e dirigenti delle aziende sanitarie la nostra realtà territoriale? O dai loro palazzi giocano a decidere quali sono i cittadini di serie A e quali di serie B? Giocano a decidere chi deve vivere e chi può morire?

Verranno tutti a chiederci i voti per le regionali di fine ottobre. Ricordiamoci dei risultati che hanno conseguito!

La verità è che la situazione è ormai troppo degenerata per essere gestita e ricomposta a livello locale o regionale. Speriamo di riuscire a investire della questione il governo nazionale, a cui vogliamo chiedere di fare pure tutte le rimodulazioni che sembrano opportune, ma senza privare questo territorio dei presidi di primo intervento a salvaguardia della vita dei cittadini.

E speriamo che non sia troppo tardi.

 

Antonio

Quel muro d’acqua che divide l’Europa dalla Sicilia

Transitano qualcosa come mezzo milione di utenti l’anno, quasi tutti lavoratori pendolari, tra la Calabria e la Sicilia, tra Messina e Reggio.

Basterebbe questo dato a incoraggiare la buona politica a fare la sua parte. Purtroppo però le tariffe continuano ad aumentare, mentre i servizi diminuiscono, con una media giornaliera che oscilla tra i 5 e i 7 euro per il traghettamento, a seconda che esso sia veloce o meno. E capita che persino i vecchi aliscafi si fermino in mezzo al mare, quindi spesso di veloce hanno ben poco.

Le fonti del traghettamento tra Sicilia e Calabria sono quasi tutte private, lo Stato in quel tratto di mare non esiste. Non s’è mai visto. Persino i 5 Stelle, oltre l’operazione di propaganda dell’attraversamento a nuoto di Grillo, non hanno fatto un grande chiasso sull’argomento. Eppure quel tratto di mare è Italia, è Europa. Ma per restare collegata, la Sicilia al resto dell’Europa continentale, deve pagare si sua tasca. Badate, quei soldi che ogni giorno i pendolari pagano, arricchiscono le casse delle compagnie – private, lo ricordiamo – che gestiscono il traghettamento.

Neanche un euro è stato speso in infrastrutture o scontistiche per l’utenza. L’argomento è complesso e tocca i pilastri su cui si sono poggiati in questi decenni molti giganti “to big too fall”, troppo grandi per cadere, come dicono gli americani. Dall’Autorità Portuale alla Caronte, la stessa RFI, Società Autostrade e chiunque abbia qualcosa da guadagnarci.

Vorremmo capire perché in Sardegna i residenti usufruiscono di sconti mentre noi siamo meno “Continente” e quindi il prezzo è pieno. Una volta c’era una tassa, che si chiamava tassa di solidarietà. In Germania continuano a pagarla per sostenere, dopo la caduta del muro, la crescita della Germania dell’Est, troppo arretrata rispetto alla Germania Occidentale.

Loro ci sono riusciti a compensare gli squilibri di uno Stato che per motivi storici e politici è stato diviso con la forza. Vi suona familiare? Perché l’Italia non è stato altrettanto solidale con i territori di Sicilia e Calabria, soprattutto per quel che riguarda lo Stretto che ci divide. Un muro di acqua che un po’ come quello di Berlino ci impedisce di essere Italia, di essere Europa, di sentirci veramente parte di uno stesso Stato sovrano.

 

Antonio