I nostri primi 100 giorni all’Ars insieme a Nello Musumeci

In realtà sono qualcosina in più, ad ogni modo mi piaceva ricordare che abbiamo superato da poco il traguardo dei primi 100 giorni insieme, ovviamente, al Presidente Musumeci.
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Da Barcellona a Caronia, inizia il nostro viaggio in difesa dei cittadini

Qualcuno potrebbe pensare che le prime settimane da deputato siano “riposanti”. In realtà noi abbiamo scelto di tornare subito in strada ad ascoltare la gente e ci siamo attivati in due prime direzioni.

La prima riguarda, non è un segreto o una novità, l’Ospedale di Barcellona P.G. E non riguarda solo la città in questione ma l’intero comprensorio su cui ovviamente si riversa l’utenza e anche l’altro Ospedale vicino, quello di Milazzo. Depotenziando Barcellona, infatti, l’Ospedale di Milazzo deve far fronte a una emergenza numerica impossibile da sostenere. Siamo stati al pronto soccorso mamertino e anche lì le code superano spesso le 9 ore.

La nostra preoccupazione è che qualcuno stia facendo terreno bruciato in attesa dell’insediamento del nuovo governo regionale. In particolare non capisco come sia possibile non avere un responsabile del Pronto Soccorso a Barcellona e non avere a disposizione infermieri sufficienti a garantire quanto meno il presidio per le emergenze.

Si può discutere su ogni discolazione di reparto ma non sull’unico che può fare la differenza tra la vita e la morte. Ed è per questo che stiamo già battagliando, ne abbiamo parlato in questa nota stampa.

Poi siamo stati in questi giorni sull’altro fronte tirrenico, dove con il Movimento per Caronia abbiamo denunciato una situazione che va avanti da due anni: il mancato servizio di scuolabus per i bambini. Ne abbiamo parlato qui. Anche questa è una dura battaglia ma sono fiducioso perchè mentre noi stiamo mappando questi disservizi in più o meno molti comuni dei Nebrodi e non solo, so che il Presidente Musumeci ha affrontato e affronterà il tema della riorganizzazione di molti forestali, precari e dipendenti della pubblica amministrazione.

Consapevoli  che mancano ancora 20 giorni al nostro insediamento, alla nomina dei gruppi parlamentari e alle varie commissioni, non sappiamo e non vogliamo stare fermi a guardare. C’è tanto lavoro da fare e non possiamo restare indietro. Lo dobbiamo alla nostra comunità e a tutti i cittadini.

 

Antonio

Torniamo protagonisti, la Sicilia dei giovani che non si arrende

Questo periodo di assenza dal blog si spiega con tanti appuntamenti, persone incontrate, questioni sollevate, battaglie portate avanti. Mi perdonerete quindi se non ho avuto modo di scrivere tra una piazza e l’altra. Eppure ne sono successe di cose.

Primariamente l’Associazione Prima il Territorio ha una sua sede nel centro di Barcellona. Questa “creatura” è divenuta grande e ha preso il volo e sono felice che sia in grado di volare alto insieme agli amici che mi hanno supportato in questo sogno. Da questo humus culturale è partita l’esigenza di trasferire le nostre battaglie su un binario più grande: quello politico-istituzionale.

E da questo arriviamo al secondo punto che ho segnato sul taccuino per condividerlo con voi anche se in molti lo hanno già appreso dai social e dai giornali. Ho scelto di candidarmi alle elezioni regionali al fianco di Nello Musumeci. Ho scelto di mettere l’impegno di questi mesi al servizio di un progetto più grande che possa custodire, in qualche modo, ambizioni più importanti. La denuncia e la proposta hanno bisogno di strumenti ancora più concreti ed efficaci per trovare la propria applicazione. Quale miglior mezzo, se non quello democratico? Quale miglior strada da percorrere, se non quella della buona politica dal basso?

Ecco perché sabato scorso ho presentato la mia candidatura nella nuova sede – chiamatelo comitato elettorale se preferite – in una conferenza stampa insieme al mio staff e ai giornalisti. A breve saprete anche quando inaugureremo ufficialmente questa factory di idee e sogni intanto ecco le foto della giornata. Sono sempre più convinto che una Sicilia in cui convivono i problemi di cui tutti sappiamo deve trovare una svolta, un vero cambiamento.

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Una terra fondata sull’integrazione non può vivere un’invasione speculativa.

Una terra fatta e scritta da tanti giovani preparati non può essere il fanalino di coda dell’Europa per disoccupazione giovanile.

Una terra che è ormai sempre più riferimento per turisti e visitatori non può avere un gap così grande a livello infrastrutturale.

Una terra piena di tradizioni e usanze non può non garantire una casa alle giovani famiglie.

Una terra in cui scienziati, letterati e filosofi si sono stabiliti non può avere il primato nero per la sanità.

La mia terra è bellissima ma non può vivere solo di corruzione e mafia.

Vogliamo cambiarla, vogliamo davvero ripartire dai giovani come me, come noi.

Torniamo protagonisti, questa volta per davvero.

Antonio