Territorio

Notizie, appuntamenti, flash, proposte dal e per il territorio. Ecco alcuni spunti che ci vengono raccontati dalle realtà sociali, imprenditoriali e pubbliche. Esiste una Sicilia fatta di belle storie, esempi concreti, sogni che si sono realizzati…

Non solo quella falce che incute terrore, quella dei 6 giovani su 10 che non lavorano in Sicilia. Ci sono anche dati incoraggianti, come, per esempio, quelli dei 36.000 nuovi occupati in Sicilia nel settore servizi e turismo per l’anno 2016, (+3,5%) di cui ben 27mila provengono dal settore attività commerciali, alberghi e ristoranti.

La storia delle 178 startup innovative  siciliane (su un totaledi  829 del Sud-Italia pari al 20% del dato complessivo nazionale ) del 2016. Una Sicilia imprenditoriale che si reinventa aprendo una finestra sul mondo dell’innovazione attraverso l’utilizzo dell’alta tecnologia anche combinata alle antiche tradizioni artigiane quest’ultime quasi destinate all’oblio.

Tra queste esperienze imprenditoriali innovative alcune meritano citazione specifica, specie se sono le storie che nascono nei Piccoli comuni siciliani, che generano forme imprenditoriali vincenti come Edisonweb nata a Mirabella Imbaccari: un comune di appena 5.000 abitanti dell’entroterra catanese da dove l’azienda sviluppa per le grandi multinazionali software capaci di riconoscere automaticamente le persone indicandone fascia d’età e sesso, in modo che, impiantati in pannelli pubblicitari, siano in grado di personalizzare il messaggio pubblicitario e permettere alle aziende di raccogliere dati sulla propria clientela.

La Sicilia, così come definita da Guy De Maupassant, è anche “il paese delle arance, del suolo fiorito, la cui aria in primavera è tutto un profumo”. Ed è proprio utilizzando il materiale di scarto delle famose arance siciliane che l’azienda Orange Fiber realizza tessuti sostenibili per la moda attraverso un procedimento brevettato da cui viene estratta la cellulosa trasformata in una nuova materia prima. Un’ azienda da poco premiata al Global Change Award, una campagna lanciata nel 2015 e volta a premiare le idee più innovative, capaci di rivoluzionare il mondo della moda in chiave sostenibile.

E cosa dire su Mosaiccon, una sorta di Silicon Valley, forse da rinominare Sicily Valley, baciata dal sempre splendente sole siciliano e lambita dal mare di Mondello, a Palermo. Una realtà imprenditoriale, operante in un open space di 10.000 metri quadrati, che è riuscita in cinque anni a diventare una tech company leader nella produzione e distribuzione di video per il web avendo come clienti le più rinomate aziende multinazionali.

Ma in Sicilia questa nuova classe imprenditoriale non è solo basata sulla tecnologia, vi sono anche affascinanti esperienze di impresa che hanno puntato il loro business sull’artigianato riadattandolo all’attuale contesto economico.

È l’esempio di un giovane imprenditore siciliano che ha dato vita a Scocca Papillon, un’azienda che produce papillon (bow tie) alquanto originali con l’utilizzo di tessuti vintage presi da antiche sartorie oramai dismesse, la quale riesce a vendere attraverso i canali di e-commerce fino a Rio De Janeiro, in Nuova Zelanda e Australia. Un prodotto talmente cool da ottenere inserti in riviste specializzate di moda come GQ.

Ma la creatività dei nuovi innovatori siciliani si spinge oltre: è il caso di Seabag Original Underwater una borsa a tenuta stagna che permette agli amanti del mare di svolgere attività in acqua con immersioni sino a cinque metri di profondità, senza dover lasciare i propri oggetti incustoditi in spiaggia. Un’impresa interamente made in Sicily che è  riuscita ad allungare i propri tentacoli nell’East Coast americana e in Giappone.

E come non ricordare la storia dell’azienda “Cotti in flagranza”, con sede nell’istituto penitenziario minorile di –malaspina, a Palermo, dove si producono da parte dei detenutiboìiscottial gusto di mandarini raccolti nelle terre confiscte alla mafia, che simboleggia in modo eclatante la voglia di affrancazione dall’illegalità e la voglia di reinsermiento nella società per i detenuti.

Il fermento imprenditoriale e sociale che sta interessando la Sicilia è anche testimoniato dalla crescente nascita, come funghi nel bosco, di laboratori di co-working frequentati da giovani talentuosi con alle spalle esperienze internazionali. Laboratori di idee che spesso vengono ricavati da spazi urbani pubblici prima abbandonati, dando vita ad una vera e propria rigenerazione urbana e sociale.

Come non citare poi i 4 fari siculi (Brucoli, Levanzo, ustica e Murro di Porco a SR), che il Demanio e il Min. della Difesa hanno concesso per periodi tra 20 e 50 anni a imprese, spesso under 30, associazioni e operatori economici per un totale di 1.800.000 euro di spese in termini di riqualificazione evalorizzazione e promozione del territorio. Sorgeranno centri culturali, resort, poli enogastronomici, poli sportivi, escursionistici, policongressuali, ristoranti, spazi espositivi. Fulgidae testimonianze di come quando il terriotrio chiama l’impresa risponde!

Dal messinese,  poi, che è l’area che ci compete maggiormente, arrivano ulteriori esempi virtuosi, input da cui potrebbe generarsi economia:

  • A Montalbano Elicona si è riusciti a dare nuova linfa al turismo del comprensorio con la proclamazione di borgo dei borghiper l’anno 2015, ed èsolo il capofila di una rete di piccoli centri nel messinese dove bellezza naturale si fonde con arte, storia e cultura.Oltre a Montalbano come non citare Castroreale, S. Marco D’Alunzio, Roccavaldina. Gli assist che il territorio dà a chi ha intraprendenza vengono spesso colti, ad esempio a Tripi dove alcuni giovani imprenditori stanno cavalcando l’idea dell’albergo diffuso, per dare offerta turistica con agevolazioni fiscali in sinergia e in coworking.
  • San Marco d’Alunzio ci dà un segnale forte anche politicamente, perché da un  anno amministrano giovani che stanno dando risposte significative sul piano della valorizzazione dell’enorme patrimonio culturale del paese.
  • Furnari è un altro comune che ha dato buon esempio in materia di vocazione turistica. Verrà seguito da Patti e Gioiosa in un’ottiìca di collaborazione tra pubblico e privato, con la creazione di un servizio bus scoperto per  raggiungere Tindari, consentendo così a turisti e visitatori di godere appieno delle bellezze paesaggistiche che la costa tirrenica è in grado di offrire.
  • A Milazzo nascerà l’area marina protetta di Capo Milazzo, volano per turismo e attività commerciali sul terriotrio, ed anche opportunità per i pescatori, al netto del fatto che ci saranno alcune arre a totale interdizione, perché nelle aree a totale interdizione si avrà rigenerazione della fauna a vantaggio dei pescatori stessi, che potranno avere se residenti nell’area l’esclusiva per la pesca in zone dell’area non interdetta e epotranno di certo trarre maggiori profitti con l’istituto della pesca turismo. Di recente abbiamo anche partecipato agli Stati Generali sul Castello, un momento di forte condivisione dal basso tra amministrazione e associazioni. Abbiamo presentato la nostra proposta sul futuro del Castello.
  • il lungomare di Santa Teresa di Riva che è stato premiato con la bandiera blu assegnata dalla Foundation for Environmental Education (FEE). Questo mare così pulito, è risultato il migliore in Sicilia, appena prima di Tusa e Lipari.

L’imprenditoria rosa cresce in provincia di Messina. La Camera di Commerico di recente ci ha edotti della circostanza che «Al 30 settembre 2016, sono 13.679 le imprese femminili nella provincia di Messina, delle quali 2.178 sono anche “giovanili”, ossia formate da donne under 35. E sono 4.492 nel settore del Commercio, 1.723 nell’Agricoltura e 1.136 nell’attività di servizi di Alloggio e di Ristorazione. Numeri importanti, che fanno capire come oggi più che mai sia importante puntare sull’autoimprenditorialità. In tal modo, sarà possibile utilizzare al meglio il nostro territorio, ricco di potenzialità, e, soprattutto, evitare che i nostri ragazzi vadano via».

Segnali importanti dai giovani vengono anche dal mondo dell’associazionismo, che in diversi paesi stanno imprimendo una svolta nel modo di approcciare l’impegno sociale, e mi viene in mente quanto di buono sta avvenendo per mano di queste compagini a Caronia, ad Acquedolci, a Oliveri;

Ma non sono solo uomini e di Sicilia donne  a testimoniare che l’encelfalogramma della Sicilia non è piatto, è la Sicilia stessa a farlo,  potenzialmente eccellendo in innumerevoli contesti, e attendendo che questi input vengano colti.

Storia, arte, cultura, natura, sapori, accoglienza, colori,  profumi, materie prime della  sola provincia di Messina hanno pochi eguali: c’è il mare, con le riviere ioniche e tirreniche, le isole Eolie, Taormina, c’è la collina con dei borghi bellissimi pieni di arte, storia e natura (Montalbano, Roccavaldina, Castroreale, S.Marco d’Alunzio, Caronia e tutto il parco dei Nebrodi), c’è l’asse mare-monti ravvicinatissimo il che permette di godere facilmetne dell’uno e dell’altro aspetto, ci sono  innumerevoli  siti storico-culturali (Tindari, teatro greco Taormina, villaggio preistorico Montalbano, castello di Milazzo, castello di Caronia, castello di Scaletta, Monforte S. Giorgio, Castroreale,) c’è una ricchezza enogastronomica difficilmente replicabile (vini, olii, suino nero, tradizione dolciaria, agrumi,), ci sono le tradizioni più antiche che rivivono e spiegano la nostra toria, specie quelle religiose), ci sono le risorse della terra baciata da un sole che altrove non si trova, ci sono le risorse del mare; insomma un enorme bagaglio di immagini, odori, sapori, colori che rendono la nostra terra un prodotto appetibile e uno strumento che se adeguatamente sfruttato può fungere da volano per l’economia e per il benessere dei messinesi.

Detto questo, è anche innegabile che, se si è sentita da parte nostra l’esigenza di attivarci, è perché, se è vero che l’encefalogramma della nostra terra non è piatto, negli ultimi anni la gestione politica ha cercato di appiattirlo in ogni modo.

Più in generale sulle infrastrutture in provincia di Messina c’è molto da lavorare.  Tanto per cominciare,  ed è un problema di rango nazionale, va garantita continuità terriotriale tra l’isola ed il resto d’Italia. L’associazione ha denunciato questo disagio evidenziando come aumentino costantemente ed inopinatamente le tariffe tra la Calabria e la Sicilia per il circa mezzo milione di utenti annui, quasi tutti pendolari. Si spende tra i 5 e i 7 euro per ogni attraversamento, con operatori privati.Qui lo Stato è da sempre assente, al netto delle propagande rilline di attraversamentodello Stretto a nuoto. C’è un muro d’acqua che dividela Sicilia dal resto d’Italia! Eppure in Sardegna ci sono importanti sconti. In Sicilia no…  Una volta c’era una tassa, che si chiamava tassa di solidarietà. In Germania continuano a pagarla per sostenere, dopo la caduta del muro, la crescita della Germania dell’Est, troppo arretrata rispetto alla Germania Occidentale. Perché l’Italia non è stato altrettanto solidale con i territori di Sicilia e Calabria? Le vie di comunicazione in provincia di Messina sono disastrose: se parliamo di autostrada tocchiamo un tasto dolente: urge mettere in sicurezza un po’ in tutta la tratta da Giardini fino a Tusa e  munirla di ulteriori svincoli, perché certe aree al momento sono isolate, come per esempio i comuni nebroidei che potrebbero trarre giovamentodall’apertura dello svincolodi Furiano,  e ancora evitare di depotenziare il numero dei treni che dalle periferie raggiungono il capoluogo, come è avvenuto di recente sempre a danno di questi stessi comuni nebroidei.

La Gestam s.r.l. è una società che si occupa di smaltimento rifiuti pericolosi. Ha sede legalea Villafranca Tirrena, cittadina che presenta un polo industriale che nei decenni passati ha seminato morte tra gli operai, specie quelli che lavoravanoa contatto conl’amianto. Ebbene la Gestam ha fatto richiesta alla Regione Sicilia per poter smaltire i rifiuti pericolosi nel suo stabilimento diVillafranca che si trova a 100 mt. da abitazioni e sciìuoleelementare e a 50 mt. dal litorale! Prima il Territorio ha fatto tappa anche lì e ad oggi sono tutti allineati contro questa eventuale barbarie da consumarsi contro la cittadinanza villafranchese (e non solo);

L’ospedale di Barcellona P.G., purtroppo, sulla base del nuovo piano di riordino della rete ospedaliera regionale, andrà a perdere, tra le altre cose, il pronto soccorso. Già adesso Barcellona e Milazzo, con due pronto soccorso, fanno fatica a gestire le emergenze-urgenze che il bacino di utenza relativo ai due nosocomi propongono giornalmente, ovviamente con la chiusura di uno dei due si creerà collasso e enorme rischio per la vita dei cittadini. Da mesi chi vi parla si sta spendendoin questo senso. Prima ancora che l’associazione nascesse sono stato tra i promotori e realizzatori di una raccolta firme per chiedere il mantenimento delle dotazioni attinenti la gestione delle emergenze-urgenze a Barcellona.  8500 firmatari sono stati ignorati dapprima dalle amministrazioni comunali locali, e successivamente dalla Giunta Regionale, dall’ASP e dall’ARS, ove le firme sono state inoltrate.

Ci siamo battuti e ci continueremo a battere a favore delle categorie che lamentano difficoltà, come nel caso dei commercianti ambulanti di Milazzo, relegati in un’area marginale e soprattutto poco valorizzata dalla p.a. locale,  ed anche in questo caso aprire il dibattito è servito affinchè giungessero degli impegni quanto meno protesi a rendere l’area  in questione più  ospitale

Lo sport oggi significa avviamento ai valori positivi della vita, allontanamento dalle moderne forme di dipendenza come le droghe o le ludopatie, ma anche impulso per la crescita turistica. Prima Il Territorio a Barcellona P.G. ha nelle settimane scorse sollevato la questione di impianti comunali da oltre 15 anni lasciati in stato di totale abbandono. La questione, che ha fattodiscutere diffusamente in città e non solo, verrà presto portata in consiglio comunale, per gli approfondimenti del caso.

Molte di queste attività di vigilanza, impulso, proposta, che come detto hanno già dato e probabilemte daranno risultati sono state all’associazione suggerite da chi dell’associazione fa parte nei vari paesi della provincia, come nel caso succitato della Gestam s.r.l., e sono state tematiche che sono entrate di diritto nei nostri programmi.

E’ anche giusto dire che nasciamo da un humus culturale ben preciso, e che quindi, pur aperti al dialogo con tutti, su alcuni temi siamo meno disposti ad arretrare, e mi riferisco ai valori tradizionali della famiglia, della cristianità, della meritocrazia, del rispetto dei ruoli, delle regole e dell’ordine nelle istituzioni a tutti i livelli, dalla più bassa alla più alta, dalla priorità per gli interessi di chi nasce sul territorio, dalla protezione del territorio dalle contaminazioni esterne.

Antonio Catalfamo

Presidente Associazione Prima il Territorio

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